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P17029 - L’infedeltà dei pubblici funzionari: questioni aperte nell’attuale disciplina del fenomeno

La rilevanza sociale ed economica dei danni prodotti da comportamenti infedeli dei funzionari pubblici è ormai enorme, ed induce il legislatore a studiare continui interventi di riforma del quadro sanzionatorio, anche alla luce delle pressioni che provengono dalle Istituzioni sovranazionali. L’aggiornamento della disciplina delle figure principali di reati contro la pubblica amministrazione, da ultimo realizzato con la legge n. 69 del 27 maggio 2015, rende ineludibile una riflessione sull’applicazione della nuova disciplina, sulle questioni di diritto intertemporale e sulla idoneità del sistema sanzionatorio penale a rappresentare una reazione adeguata rispetto ai fenomeni di infedeltà nella pubblica amministrazione (corruzione, induzione e concussione, in primis, ma anche truffa, abuso di ufficio, ecc.). Nel contempo, è in pieno sviluppo la legislazione mirata a garantire l'imparzialità e la fedeltà dei pubblici funzionari (previa definizione della relativa nozione). Utili riferimenti normativi sono costituiti dalla cd. “Legge Severino”, dal d.P.R. n. 62 del 2013, dalla cd. “Legge Madia” (n. 124 del 2015) con i non pochi decreti legislativi che dovranno dare concretezza ai principi ivi enunciati. Fra questi già si segnala il d.lgs. 20 giugno 2016, n. 116, in materia di licenziamento disciplinare (in attuazione all'art. 17.1, lett. s, della citata legge n. 124 del 2015), e si segnala altresì il progetto di decreto delegato sulla dirigenza pubblica.

Il corso si pone molteplici obiettivi. La collaborazione scientifica ed organizzativa con l’Autorità nazionale anticorruzione consentirà per un verso di offrire una ricognizione degli strumenti che mirano a generare prevenzione attraverso garanzie dell’imparzialità sul piano soggettivo ed oggettivo, e per altro verso a porre in evidenza le possibili sinergie tra la citata Autorità ed i magistrati inquirenti.

Sul versante del diritto penale sostanziale, si farà un punto sui principali problemi interpretativi posti dalle fattispecie incriminatrici, che non trascuri contributi dottrinali ma resti saldamente ancorato alla casistica desumibile dagli arresti della giurisprudenza di merito e legittimità (ad esempio, i labili confini tra concussione ed induzione, oppure la configurazione di fatti corruttivi in rapporto all’esercizio di funzioni legislative).

 Dal punto di vista processuale, sarà cercata, sempre mediante un approccio che privilegi l’analisi casistica, una sintesi delle best practices elaborate negli uffici giudiziari, muovendo dai protocolli investigativi rivelatisi più efficaci per l’accertamento di questa tipologia di reati per giungere all’esame dei problemi di prova più ricorrenti nei relativi giudizi, condizionati tra l’altro, e naturalmente, dalle incertezze che segnano i confini tra le varie figure di illecito che ormai concorrono nella materia.

Non mancheranno, in questa prospettiva, riflessioni sul ruolo delle persone giuridiche, tanto come soggetti della prevenzione (attuata mediante regole interne di organizzazione) che come possibili destinari di provvedimenti sanzionatori

Sede e data del corso: Roma,  3-6 aprile 2017

 

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