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P17026 - Ruoli e garanzie per la vittima del reato nella disciplina sovranazionale ed interna del processo penale

È stata variabile – a seconda dei tempi, delle fonti e talvolta delle contingenze politiche – la considerazione delle ragioni della persona offesa, o comunque delle persone che subiscono danni diretti in forza del reato, all’interno del processo penale. Il codice vigente, com’è noto, aveva visto nella parziale marginalizzazione della vittima uno degli strumenti utili a garantire maggiore snellezza e velocità del processo, pur introducendo elementi di novità dal segno contrario (primo fra tutti, la possibilità dell’opposizione alla richiesta di archiviazione) e pur non ripudiando l’istituto tradizionale della costituzione di parte civile. Talune delle mutazioni successive hanno assecondato la tendenza (si pensi solo alla sentenza della Corte costituzionale n. 23 del 2015, che ha eliminato la possibilità per il querelante di opporsi al procedimento per decreto), mentre altre sono espressive di tendenze dissonanti (si pensi, sempre a titolo di esempio, alla facoltà di opposizione in materia di fatto particolarmente tenue, o ai diritti di informazione in materia cautelare). Dissonanze che non segnano necessariamente contraddizioni (perché mutano interessi ed ambiti sottesi alle varie discipline), e che però impongono un lavoro di ricostruzione del quadro complessivo e l’individuazione, se possibile, di linee di tendenza utili ad orientare l’interpretazione e le prassi.

In tutto questo un ruolo essenziale ha rivestito la Direttiva 2012/29/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, istitutiva di norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato (e sostitutiva della Decisione quadro 2001/220/GAI). Il provvedimento – che certamente ha invertito una tendenza culturale e politica di segno avverso - ha trovato dapprima qualche parziale esecuzione, e poi ha ricevuto trasposizione – resta da vedere quanto adeguata – con il recente d.lgs. n. 212 del 2015, la cui analisi di dettaglio costituirà l’oggetto principale del corso.

Non mancherà infine una riflessione, tutta condotta sul crinale che separa il diritto sostanziale da quello processuale, sul ruolo che la vittima può assumere nella fase di esecuzione della pena, non solo, ma anche, nelle nuove prospettive della giustizia riparativa.

Sede e data del corso: Scandicci, Villa di Castelpulci, 27-29 marzo 2017

QUESTIONE GIUSTIZIA - Violenze in danno di soggetti vulnerabili

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