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P17018 - La conservazione dell’azienda tra sequestri (civili e penali) e fallimento

Le normative di settore più recenti si ispirano a quello che sembra configurarsi sempre più chiaramente come una sorta di principio generale dell’ordinamento: la conservazione dell’azienda, ritenuta ricchezza da non disperdere, sia quando venga in considerazione una impresa in crisi, sia quando si tratti di impresa in stato di insolvenza, e persino quando si tratti di impresa che delinque (normativa Ilva, d.lgs. n. 231 del 2001, disciplina ANAC, sequestri penali e sequestri di prevenzione antimafia).

La crisi dell’approccio eminentemente liquidatorio dei beni, nelle procedure concorsuali, e meramente conservativo, nei sequestri civili, penali e antimafia, solleva delicati problemi di contemperamento dei plurimi interessi involti dalle diverse procedure (quali, ad esempio, quelli dell’imprenditore e dei creditori – compresi gli eventuali finanziatori – nelle procedure concorsuali, del sequestrante e del sequestratario nei sequestri civili, ovvero dello Stato, dei creditori e dell’indagato o del proposto nei sequestri penali e di prevenzione), di tutela del lavoro subordinato, dei poteri e delle capacità gestionali degli organi di nomina giudiziale, dei criteri di imputazione dell’attività, della rappresentanza dell’impresa nelle varie procedure, delle relative responsabilità civili.

Le questioni indicate saranno oggetto di approfondimento in una prospettiva interdisciplinare, che favorisca la condivisione delle conoscenze sui vari istituti e contribuisca all’individuazione di principi comuni e generali che possano produrre ricadute applicative nei vari settori dell’ordinamento.

Sede e data del corso: Scandicci, Villa di Castelpulci, 6-8 marzo 2017

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