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P15059 - Il linguaggio del giudice

 

Proprio il diritto, che dovrebbe dare a tutti la misura umana e possibile del giusto e dell’ingiusto, finisce per nascondersi dietro un linguaggio che impedisce una virtuosa e necessaria osmosi tra società e giustizia.

 

La grammatica della giustizia, sovente esoterica, è difatti un linguaggio per iniziati, riservato a quanti abbiano “diritto di ingresso” e indossino la veste giudiziaria; si tratta di un vocabolario che accentua la distanza tra gli operatori della giustizia e il pubblico.

Fruendo della collaborazione di esperti in linguistica giudiziaria, nel prestigioso scenario dell’Accademia della Crusca, il corso intende rispondere alla sempre attuale domanda: “come e per chi scrive (e parla) il magistrato?”, mediante un’analisi, anche “impietosa”, delle ricorrenti formule espressive dei provvedimenti giudiziari civili e penali.

23-24 settembre

Il corso si svolgerà a Firenze presso l'Accademia della Crusca

Programma del Corso

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