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P15005 - La magistratura di sorveglianza: garante della legalità o promotrice della funzione rieducativa della pena?

La magistratura di sorveglianza è garante dei diritti e della legalità nell’«universo» del carcere. Assistiamo oggi ad una continua crescita di compiti e di responsabilità in capo ad essa; ad una progressiva ulteriore “giurisdizionalizzazione” dei suoi interventi; al porsi con forza di problemi relativi all’efficacia esecutiva dei suoi provvedimenti; nonché ad una accresciuta attenzione a profili di violazione dei diritti dei detenuti collegati alla loro condizione di vita negli istituti penitenziari. Ma l’ordinamento penitenziario è e dovrebbe essere sempre più caratterizzato dall’effettivo perseguimento della finalità rieducativa cui la pena “deve tendere”, e che solo ne garantisce anche una vera efficacia nel prevenire la recidiva. Anche l’attività e le decisioni della magistratura di sorveglianza devono perciò inserirsi nel “percorso” rieducativo, in un quadro di massima ”individualizzazione” del trattamento che si fondi non solo sulla verifica dei presupposti normativi e procedimentali di ogni misura, ma anche sulla conoscenza diretta e approfondita della realtà umana e sociale dei singoli detenuti, per effettuare prognosi per quanto possibile corrette e sviluppare i processi di risocializzazione.

Villa Castelpulci - 28-30 gennaio

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