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P14005 Problematiche in tema di sorveglianza ed esecuzione penale

Il 2013 si è aperto con la sentenza della Corte di Strasburgo nel caso Torreggiani c. Italia, che, condannando l’Italia
per le condizioni degradanti in cui versano i detenuti nelle nostre carceri, ha onerato il nostro Paese di adottare,
entro il termine di un anno, i rimedi “strutturali” funzionali all’eliminazione delle conseguenze, presenti e future,
dell’accertata violazione. La Corte europea ha richiamato in proposito le raccomandazioni Rec(99)22 e Rec(2006)13
del Comitato dei ministri che invitano gli Stati, ma anche e soprattutto i magistrati del pubblico ministero e i giudici,
a ricorrere il più ampiamente possibile alle misure alternative alla detenzione allo scopo, tra l’altro, di ridurre
la popolazione carceraria. Nello stesso tempo la Corte costituzionale (sentenza n. 135/13) ha reso effettiva, risolvendo
un conflitto di attribuzioni, la tutela del detenuto nei confronti dell’Amministrazione. Le questioni del
sovraffollamento e della tutela dei diritti dei reclusi sono dunque affidate anche alla giurisdizione ed alle scelte,
spesso ad elevato tasso di discrezionalità, del giudice. La complessità e le articolazioni del procedimento di esecuzione
e di quello di sorveglianza impongono dunque un esame approfondito, anche in funzione dell’analisi del
D.L. n. 78 del 2013, primo tentativo del legislatore di ottemperare alle prescrizioni della Corte dei diritti dell’uomo.

 27 – 29 gennaio

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