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P14008 Media e processo penale

Il processo penale accusatorio richiede forme di pubblicità interna ed esterna. Mentre la prima è funzionale al
diritto di difesa dell’imputato, la seconda è atta ad assicurare un controllo dell’opinione pubblica sull’operato degli
organi deputati a ius dicere, valore questo certamente da tutelare in una società democratica. Quando però la
giustizia “rappresentata” fa venir meno, nei consociati, la fiducia nella giustizia “amministrata”, è a rischio la
stessa tenuta sociale del paese; infatti, ogni collettività organizzata ha bisogno di credere nella propria giustizia.
Il fenomeno dei rapporti tra processo penale e media si declina in due diversi modi. Da un lato il controllo dei
mezzi d’informazione sull’andamento dei processi dotati di maggiore appeal – in virtù della gravità del fatto
commesso o della notorietà del soggetto coinvolto –, dall’altro, la vera e propria celebrazione di “processi mediatici”
paralleli a quelli reali, ma privi degli strumenti di controllo e garanzia, frutto di secoli di esperienza giudiziaria.
Poiché i danni prodotti dalla cattiva informazione non possono giustificare un ritorno alla segretezza inquisitoria,
il corso si propone di enucleare alcuni fondamentali “antidoti”, quali il rispetto della deontologia da parte di tutti
i protagonisti del processo e la rigida applicazione delle regole in tema di segreto.

5 – 7 febbraio

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