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Formazione Iniziale

Scegli la tua strada pastello su tela, cm 40x50Il tema è disciplinato, a livello primario, nel titolo II capi I e II del D. Lgs. n. 26 del 2006 agli artt. 18-22.

La disciplina di dettaglio è invece contenuta nel “Regolamento per la formazione iniziale dei magistrati ordinari”, adottato all’esito dei lavori del Tavolo tecnico, tra Consiglio Superiore della Magistratura, Scuola Superiore della Magistratura e Ministero della Giustizia, la cui promozione è stata istituita con delibera del C.S.M. del 25.1.2012. L’art. 18 del D.Lgs n. 26/2006 (d’ora innanzi denoniminato per sintesi decreto) esplicita che la durata del tirocinio iniziale è di diciotto mesi. Una sessione di questo periodo, pari a sei mesi, viene svolta presso la Scuola, mentre l’altra si sviluppa presso gli uffici giudiziari.

Entrambe le sessioni possono essere non continuative.

Le due sessioni sono, a loro volta, ripartite nelle fasi del tirocinio generico (rivolto all’orientamento per la scelta delle funzioni) e del tirocinio mirato (basato sull’approfondimento delle tematiche connesse alle funzioni giudiziarie che il M.O.T. andrà a svolgere presso l’ufficio di destinazione).

L’articolazione delle due sessioni è stabilita dal Consiglio Superiore della Magistratura che, al riguardo, emana un’apposita delibera con cui impartisce le direttive generali per il tirocinio (attualmente ciò è avvenuto con la delibera del 16/3/2016 relativa ai magistrati ordinari in tirocinio nominati con i D.M. del 10/12/2015 e del 18/1/2016).

Nelle suddette direttive il C.S.M. individua le materie (o le aree tematiche) su cui si svolgerà la formazione teorico-pratica dei M.O.T.. Ulteriori temi di approfondimento possono essere indicati dal Comitato direttivo nel programma annuale.

LA FORMAZIONE PRESSO GLI UFFICI GIUDIZIARI

L’art. 21 del decreto stabilisce che il tirocinio generico presso gli uffici giudiziari è suddiviso in due periodi:

  1. il primo, di quattro mesi, consistenti nella partecipazione all’attività giudicante civile e penale, sia monocratica che collegiale;
  2. il secondo, di due mesi, svolto presso gli uffici requirenti di primo grado.

Il tirocinio mirato, sempre disciplinato dal richiamato art. 21, è della durata di sei mesi e –come già evidenziato- è svolto presso l’ufficio (giudicante o requirente) corrispondente a quello di destinazione del magistrato in tirocinio.

LA FORMAZIONE PRESSO LA SCUOLA

Secondo quanto stabilito dall’art. 8 del “Regolamento per la formazione iniziale dei magistrati ordinari”, la sessione presso la Scuola «tende al perfezionamento della cultura, delle capacità operative e professionali, delle doti di equilibrio, nonché alla formazione deontologica del magistrato ordinario in tirocinio». La durata del tirocinio è in tal caso suddivisa in due periodi di durata disomogenea.

Infatti, durante il tirocinio generico, la sessione presso la Scuola ha la durata complessiva di quattro mesi anche non consecutivi. Di contro, durante lo svolgimento del tirocinio mirato la formazione presso la Scuola si riduce a due mesi.

Parte di questi periodi può essere impiegata anche per lo svolgimento di stages, su base nazionale o distrettuale, volti a consentire ai M.O.T. il contatto ed il confronto con enti ed istituzioni (Tribunali amministrativi, Avvocatura dello Stato, Ordini professionali ecc.) la cui attività è connessa all’esercizio delle funzioni giurisidizionali.

GLI ATTORI DELLA FORMAZIONE

Oltre alle istituzioni già menzionate (C.S.M., Scuola e Ministero), contribuisce alla formazione iniziale dei magistrati una serie di soggetti, investiti a vario titolo di compiti d’istruzione, organizzazione o valutazione.

Per quel che concerne le sessioni di formazione presso la Scuola, un ruolo attivo viene svolto dai tutori (previsti dall’art. 12 del Regolamento), che assicurano l’assistenza didattica ai M.O.T. sia durante il tirocinio generico che nel corso di quello mirato. In sede territoriale, collaborano al tirocinio i referenti delle strutture distrettuali della Scuola, sia integrando –con la proposizione di ulteriori temi- la formazione teorico-pratica ricevuta presso la sede nazionale, sia curando l’organizzazione degli stages all’interno del distretto.

La formazione presso gli uffici giudiziari viene svolta, invece, in collaborazione con i Consigli giudiziari, che predispongono per ogni singolo M.O.T. un programma di tirocinio sottoposto all’approvazione del Comitato direttivo.

Per la predisposizione del suindicato programma, il Consiglio Giudiziario si avvale di magistrati collaboratori, nominati dal C.S.M. su proposta dei Consigli giudiziari.

I magistrati collaboratori, infine, provvedono ad indicare i magistrati affidatari, cui il M.O.T. viene affiancato affinché assista a tutte le attività giudiziarie svolte dai primi e, sotto la loro guida, provveda alla redazione delle minute di provvedimenti assegnatigli.

Il magistrato ordinario in tirocinio, durante il primo anno successivo all’assunzione delle funzioni presso l’ufficio di destinazione, continua ad essere assistito dal magistrato collaboratore già precedentemente ricordato, il quale ha il compito di seguire il collega affidatogli nella fase di avvio all’esercizio delle funzioni giudiziarie.

LA VALUTAZIONE

Sia l’attività di formazione svolta presso la Scuola che quella compiuta presso gli uffici gidiziari da ciascun M.O.T. è soggetta a valutazione finale, rimessa dalla legge al Consiglio Superiore della Magistratura (art. 22 del decreto) il quale la effettua sulla base delle relazioni redatte, all’esito delle sessioni, dal Comitato direttivo, del parere del Consiglio Giudiziario e di “ogni altro elemento rilevante ed oggettivamente verificabile eventualmente acquisito”.

Dunque, al termine di questo procedimento il C.S.M. esprime il giudizio di idoneità del magistrato in tirocinio allo svolgimento delle funzioni giudicanti o requirenti.

La formazione dei Magistrati in Italia

Regolamento della formazione iniziale

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