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Processo civile telematico

L’utilizzo di tecnologie informatiche e telematiche per il processo civile, rappresenta un cambiamento epocale che ha inciso inevitabilmente sulle modalità quotidiane di lavoro di tutti gli operatori della giustizia: giudici, avvocati, cancellieri ed ausiliari del giudice.
La tradizionale organizzazione del lavoro del giudice civile, ed a breve, anche del pubblico ministero per la gestione degli affari civili, cede il passo in favore dell’utilizzo di strumenti informatici come il software “consolle del magistrato”, un applicativo multifunzione, che consente la lettura dal registro elettronico di cancelleria degli atti in esso depositati, sia quelli di parte che dell’ufficio, permettendo la redazione, il deposito la sottoscrizione in firma digitale e l’archiviazione dei provvedimenti del magistrato.
Il processo civile telematico, in espansione progressiva - ormai obbligatorio per i giudizi civili innanzi ai Tribunali e Corti di Appello, ed in fase di sperimentazione negli altri uffici - è il risultato di norme processuali e tecniche in continua evoluzione, stratificate tra fonti primarie, secondarie e regolamentari, con rinvii anche a singoli provvedimenti per il dettaglio delle specifiche tecniche, ( Provvedimento del Direttore DGSIA - Direzione sistemi informativi automatizzati - del 16 aprile 2014 e successive modifiche) oltre che circolari ministeriali. Il tutto, regolato sullo sfondo, dal Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) che fa salve le disposizioni sul processo telematico in diverse disposizioni, e dal Regolamento EIDAS (electronic IDentification Authentication and Signature) - Regolamento UE n° 910/2014 sull’identità digitale – che ha l’obiettivo di fornire una base normativa a livello comunitario per i servizi fiduciari e i mezzi di identificazione elettronica degli stati membri.
Tale impatto normativo, non ha soltanto modificato l’organizzazione del lavoro degli operatori; sono state infatti introdotte nuove figure giuridiche o allargati i confini di istituti già esistenti, come in tema di forma dei documenti e degli atti, comunicazioni e notificazioni a mezzo posta elettronica certificata, deposito telematico, firma digitale, domicilio digitale, copia digitale e duplicato informatico, attestazioni di conformità del documento telematico all’originale. Il tutto con una notevole ripercussione sulla dinamica del processo che ha offerto nuove sollecitazioni alle diverse elaborazioni dottrinali e giurisprudenziali segnate – non senza qualche criticità - dal passaggio dall’analogico al digitale.
Temi come il perfezionamento della notifica, il principio del raggiungimento dello scopo dell’atto processuale, elezione di domicilio, conformità di copia all’originale, regolarizzazione del deposito degli atti, remissione in termini, tra gli altri, sono stati necessariamente oggetto di rivisitazioni che tenessero conto delle peculiarità del processo civile telematico, non senza un vaglio critico che ha condotto alla remissione alla Corte Costituzionale della questione della legittimità costituzionale, della disciplina in ordine al “tempo” della notifica telematica.
La presente sottosezione intende fornire a tutti gli utenti una panoramica quanto più completa ed aggiornata dei contributi e dei materiali di studio che riguardano il processo civile telematico.
Un sistema di link reindirizzerà, poi, verso il sito istituzionale del Ministero della Giustizia ove poter raccogliere ulteriori informazioni, approfondimenti e materiali sull’argomento

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