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La formazione dei magistrati in Italia

 

  • 1948-1973

Con poche eccezioni fino agli anni settanta né il Ministero della giustizia né il Consiglio superiore della magistratura - CSM - svolgono attività di formazione a favore dei magistrati in servizio (c.d. formazione permanente); l’attività di formazione si limita ad alcuni corsi a livello nazionale a favore dei soli giovani magistrati in tirocinio, prevalentemente formati, per il resto, mediante affiancamento a magistrati più anziani sul territorio (c.d. formazione iniziale). Prende consistenza un dibattito, nelle istituzioni ma anche all’interno delle associazioni professionali dei magistrati e degli avvocati, a favore dell’avvio di un’attività autonoma di formazione dei magistrati. Nasce quindi l’idea di una “Scuola” indipendente, sul modello della École Nationale de la Magistrature francese, costituita fin dal 1958.

  • 1973-1992

All’indomani di una importante riforma (quella del processo del lavoro), nel 1973 si registrano i primi corsi a livello nazionale di formazione permanente organizzati dal CSM, che prosegue negli anni tale attività anche in altre materie, affidandola al suo Ufficio Studi, seppure in modo episodico e scollegato da un disegno didattico. Si utilizzano per le sessioni formative strutture alberghiere del comprensorio di Roma, caratteristica questa che permarrà nel tempo fino all’avvio dell’attività della Scuola nel 2012.

  • 1992-1994

Gli importanti mutamenti politico-sociali all’inizio degli anni novanta impongono riflessioni adeguate sulle tecniche di indagine, anche alla luce della riforma del codice di procedura penale del 1988; azioni volte a dare applicazione operativa alla riforma del processo civile del 1990; una più moderna formazione dei dirigenti e dei magistrati addetti a funzioni altamente specializzate (minori, sorveglianza). Il 19 novembre 1992 il CSM approva per la prima volta un articolato programma di formazione e delibera di “costituire una struttura incaricata di occuparsi esclusivamente dell'attuazione del programma”. Il 23 settembre 1993 viene stipulata una convenzione tra il Ministero e il Consiglio per l'attuazione sperimentale di una struttura, denominata “Scuola”, costituente una articolazione del Consiglio stesso; al Ministero della Giustizia spetta l'organizzazione. La struttura viene inaugurata l'11 aprile 1994 ma ha vita breve poiché la Corte dei Conti il 30 settembre 1994 nega il visto e la registrazione alla convenzione.

  • 1994-2012

Il CSM in carica dal 1994 al 1998, raccogliendo l’esperienza maturata sulla base della convenzione non registrata, addiviene ad una strutturazione dell’attività formativa esclusivamente consiliare, costituendo al proprio interno una Commissione ad hoc (la Nona) volta a stabilire le linee guida della formazione, e nominando una struttura composta di magistrati e docenti universitari (il c.d. Comitato scientifico), preposta a svilupparle nella programmazione annuale e di dettaglio. Nel 1999 a tale struttura “centrale” viene affiancata una rete di “formazione decentrata” presente in ogni distretto di corte d'appello. A questo circuito si giustappone nel 2004 anche una rete di formatori dei magistrati onorari. Le attività consiliari si espandono, fino alla partecipazione del CSM alle reti europee delle Scuole giudiziarie.

  • dal 2012

Dalla fine degli anni novanta la maggioranza degli stati europei si era munita di Scuole della magistratura; l’indipendenza della formazione giudiziaria trovava oramai menzione in numerosi documenti del Consiglio d’Europa e dell’Unione Europea. Alla istituzione della Scuola superiore della magistratura si perviene così in Italia nell’ambito della più ampia riforma dell’ordinamento giudiziario: in base alla l. 25 luglio 2005, n. 150 viene emanato il d. lgs. 30 gennaio 2006, n. 26, che detta una prima regolamentazione della Scuola. La disciplina viene poi riformulata con la l. 30 luglio 2007, n. 111. La Scuola che risulta da tale legge è un ente autonomo che assicura l’attuazione del diritto-dovere alla formazione professionale degli appartenenti all'ordine giudiziario e svolge altri compiti didattici e di ricerca; tra questi, la formazione permanente dei magistrati e, in collaborazione con il CSM, quella iniziale dei magistrati in tirocinio (i quali, a differenza che nel precedente assetto, svolgono sessioni residenziali presso la Scuola per sei mesi); la formazione dei responsabili degli uffici giudiziari; quella dei magistrati onorari. La Scuola è preposta alla formazione decentrata e alle attività di formazione in ambito europeo e internazionale; collabora alla formazione di altri operatori giuridici e pubblica studi e ricerche. Organi della Scuola sono: un comitato direttivo composto da dodici membri scelti da CSM e Ministero tra magistrati, professori universitari e avvocati (insediato il 24 novembre 2011); il presidente; il segretario generale.

In data 29 maggio 2012 viene sottoscritto un protocollo d’intesa tra il Guardasigilli, il presidente della Scuola, il presidente della Regione Toscana, il presidente della Provincia di Firenze, i sindaci di Firenze e di Scandicci, finalizzato all’utilizzo per l’attività formativa della Villa Castelpulci in Scandicci. Contestualmente viene collocato un ufficio centrale provvisorio della Scuola presso locali (confiscati ad organizzazione criminale) in Roma.

L’assegnazione della Villa all’attività di formazione giudiziaria realizza, ad un tempo, due obiettivi da tempo perseguiti: l’individuazione di una “casa” stabile per lo svolgimento di questa attività assai delicata, funzionale alla maggiore professionalizzazione del magistrato, anche mediante l'approfondimento di saperi extragiuridici e dei profili deontologici; l’avvio dell’operatività di un ente indipendente – la Scuola – competente in via esclusiva per l’attività stessa.

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